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Indennità di accompagnamento: ricorso

L’indennità di accompagnamento spetta agli invalidi civili al 100% che, per malattie fisiche o psichiche, si trovino nella impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, necessitano di una assistenza continua.

Quali sono i requisiti per ottenerla?
Hanno diritto all’indennità di accompagnamento gli invalidi civili che hanno ottenuto il riconoscimento di una invalidità totale e permanente del 100% e che:
•    si trovino nella impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;
•    si trovino nella impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita con la conseguente necessità di un’assistenza continua;
•    siano cittadini italiani o cittadini UE residenti in Italia
•    non siano ricoverati in strutture sanitarie con retta a carico dello Stato o di altro ente pubblico o ricoverati in reparti di lungodegenza o riabilitativi.

E se non è riconosciuto?
Contro il verbale della Commissione ASL che riconosce o meno l’invalidità civile e le relative provvidenze economiche, la persona può presentare ricorso entro sei mesi dalla notifica del verbale sanitario. Tale termine è improrogabile, infatti una volta decaduto sarà possibile solo presentare una nuova domanda amministrativa.

Per maggiori informazioni e per presentare apposita domanda i nostri legali sono a vostra completa disposizione.

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