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Quali pensioni si possono cumulare con il reddito d'inclusione?

Per usufruire del Rei, l’indicatore Isee della famiglia (in pratica, l’indicatore che “misura la ricchezza” del nucleo familiare) non deve superare i 6mila euro, mentre l’indicatore Isre (che si determina sulla base dell’indicatore della situazione reddituale, cioè del patrimonio disponibile della famiglia, e delle scale di equivalenza) non deve superare i 3mila euro.

I trattamenti di assistenza, anche se non rilevanti ai fini Isee, possono impedire comunque l’accesso al Rei: il valore mensile del contributo, in particolare, è ridotto in corrispondenza al valore mensile di queste prestazioni. Fanno eccezione soltanto i trattamenti assistenziali non sottoposti alla prova dei mezzi, come l’indennità di accompagnamento.

Oltre che a possedere un determinato Isee e Isre un nucleo familiare non deve possedere:

  • un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, superiore a 20mila euro;
  • un patrimonio mobiliare superiore a una determinata soglia (tra 6mila e 10mila euro, a seconda del numero dei componenti della famiglia);
  • imbarcazioni da diporto o navi;
  • auto o moto immatricolate nei 24 mesi precedenti la richiesta del sussidio, salvo i veicoli destinati ai disabili.

Le prestazioni di invalidità civile pur non rientrando più nel reddito disponibile ai fini Isee, possono comunque incidere sull’ammontare del Rei riducendo o azzerando l’importo erogabile. È invece pienamente cumulabile col Rei l’indennità di accompagnamento per i disabili non autosufficienti, perché il trattamento non è sottoposto a limiti di reddito: in pratica, l’assegno di accompagnamento, o accompagno, è riconosciuto a prescindere dal reddito posseduto dall’invalido, o dai suoi familiari. Inoltre sono cumulabili con il Rei:

  • gli importi riconosciuti a titolo di pagamento di arretrati;
  • le indennità per i tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione;
  • le specifiche misure di sostegno economico, aggiuntive al beneficio economico del Rei, individuate nell’ambito del progetto personalizzato per il nucleo familiare, a carico delle risorse del comune o dell’ambito territoriale;
  • le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi, nonché eventuali esenzioni e agevolazioni per il pagamento di tributi;
  • gli importi riconosciuti a fronte di rendicontazione di spese sostenute o le erogazioni in forma di buoni servizio o altri titoli, che svolgono la funzione di sostituzione di servizi.

Il Rei, inoltre, è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa, purché non si superi il limite Isee di 6mila euro annui. Non è invece possibile ricevere assieme al Rei la Naspi o altre forme di ammortizzatori sociali per la disoccupazione.

Per qualsiasi informazione i nostri esperti sono a vostra completa disposizione.

 

 

 

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